Quando Emmanuel Macron si è recato a Stoccolma alla fine di agosto, l'accordo principale riguardava il settore marittimo: quattro fregate francesi per la marina svedese, un voto di fiducia multimiliardario nei confronti del membro più recente della NATO. Ma accanto a questo accordo c'era qualcosa che potrebbe avere un'importanza ben maggiore per la potenza aerea europea. Parigi ha segnalato la disponibilità della Francia a costruire insieme alla Svezia il prossimo aereo da caccia del continente.
Non esiste un programma firmato, nessun progetto condiviso, nemmeno un memorandum d'intesa: solo un'apertura. Eppure, dopo lo spettacolare fallimento del progetto del caccia di punta europeo, un'apertura tra Dassault e Saab merita attenzione.
Informazioni rapide
| Storia | La Francia si dichiara aperta alla possibilità di sviluppare insieme alla Svezia un caccia di nuova generazione. |
| Contesto | Firmato durante la visita di Stato di Macron in Svezia, il 31 agosto 2026. |
| Sono d'accordo anch'io | La Francia fornirà alla Svezia quattro fregate. |
| Perché adesso? | L'alleanza franco-tedesca-spagnola FCAS è crollata nel giugno 2026. |
| Giocatori | Dassault (Rafale) e Saab (Gripen) |
| Stato | Non è ancora stato raggiunto un accordo formale sui combattenti; sono in corso solo colloqui. |
| Cronologia svedese | La decisione sul suo futuro assetto da combattimento aereo è attesa entro settembre 2027. |
Perché la Francia sta improvvisamente corteggiando Stoccolma
Lo sfondo è il disastro dell'FCAS, il Future Combat Air System, lanciato nel 2017 da Macron e Angela Merkel, a cui si è poi unita la Spagna, con l'obiettivo di realizzare un caccia di sesta generazione, droni stealth e una "nuvola di combattimento" per il campo di battaglia, per un costo di circa 100 miliardi di euro. Il progetto è naufragato a causa di un unico problema: chi avrebbe dovuto guidare il progetto. Dassault, contraente principale per il velivolo con equipaggio, ha insistito per essere al comando; Airbus ha rifiutato un ruolo subordinato. Nel giugno 2026 Berlino e Parigi hanno interrotto la loro collaborazione e il cancelliere tedesco ha dichiarato la fine del progetto del caccia di sesta generazione con equipaggio.
La Francia si è ritrovata con competenze di livello mondiale nel settore degli aerei da combattimento, ma senza un partner. La Svezia, invece, può contare su Saab, un'azienda che costruisce un caccia moderno completo, il Gripen, a una frazione del costo dei suoi concorrenti, e che sta valutando le possibili alternative.

Due fiere nazioni combattenti
Sulla carta, la combinazione è intrigante. Francia e Svezia sono due dei pochissimi paesi europei in grado di progettare e costruire un aereo da combattimento dalla prua alla coda. Hanno già collaborato al dimostratore di drone stealth nEUROn e i loro legami industriali si stanno intensificando rapidamente: l'accordo per le fregate, oltre all'ordine francese di due aerei radar GlobalEye svedesi.
Gli ostacoli sono altrettanto concreti. L'insistenza di Dassault sulla leadership è esattamente ciò che ha affossato il programma FCAS, e Saab non è certo un partner di secondo piano per indole. La Svezia ha dichiarato che deciderà sul futuro del suo programma di aviazione da combattimento entro settembre 2027, il che impone un termine ultimo a qualsiasi negoziazione.
Un'apertura, non un jet
Per ora si tratta di diplomazia, non di ingegneria. Ma lascia intravedere come le frammentate ambizioni europee in materia di aerei da combattimento potrebbero riorganizzarsi: non un unico grande programma trinazionale, ma coalizioni più piccole di soggetti volenterosi e capaci. Se Parigi e Stoccolma riusciranno a evitare la trappola che ha affossato l'FCAS – la lotta per la leadership – potrebbero ancora realizzare qualcosa. In caso contrario, questo sarà ricordato come l'ennesima stretta di mano che non si è mai concretizzata in un aereo.
Fonti: Politico Europe; Opex360; Euronews; Governo svedese; AP.
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