In un pomeriggio di giugno del 1988, davanti a migliaia di spettatori di una manifestazione aerea, un nuovissimo Airbus A320, l'aereo di linea più avanzato al mondo, al suo primo volo passeggeri, effettuò un passaggio lento e a bassa quota sopra un piccolo aeroporto francese, si inabissò dolcemente tra gli alberi all'estremità opposta e prese fuoco. Tre persone persero la vita.
Fu il primo incidente mortale di un aereo di linea con sistema fly-by-wire e diede il via a una delle controversie più accese e durature dell'aviazione, che in realtà ruota attorno a un'unica domanda: chi pilota un moderno jet, il pilota o il computer?
Informazioni rapide
- Volo: Air France 296Q, un sorvolo promozionale per spettacoli aerei
- Aeromobili: Airbus A320-111, F-GFKC — pochi giorni di vita, primo volo passeggeri
- Data e luogo: 26 giugno 1988, Mulhouse-Habsheim, Francia
- Quello che è successo: Passaggio a bassa quota a circa 9 metri invece che a 30 metri; è volato nella foresta
- Vittime: 3 dei 136 passeggeri a bordo sono morti
- Significato: primo incidente mortale su un aereo di linea con sistema fly-by-wire
Un volo spettacolare
Il volo Air France 296Q doveva essere un evento celebrativo. L'A320 era stato consegnato solo pochi giorni prima e la cabina era piena di giornalisti e persone del pubblico che avevano vinto i posti a bordo grazie a una promozione locale. Il programma prevedeva un sorvolo a bassa quota, a 30 metri di altitudine, con il carrello di atterraggio abbassato, sopra il piccolo aeroporto di Mulhouse-Habsheim.
Invece, il jet atterrò a circa 9 metri di altitudine, più lentamente del previsto, dirigendosi verso una fascia di bosco oltre la pista che non era segnalata sulla carta aeronautica consegnata ai piloti.

Troppo basso, troppo lento
Rendendosi conto del pericolo, l'equipaggio chiese la potenza necessaria per la riattaccata. Ma i motori erano quasi al minimo e impiegarono diversi secondi per raggiungere la velocità di rotazione desiderata. Il sistema di protezione dell'inviluppo di volo dell'A320 impedì al velivolo di andare in stallo, ma non riuscì a generare la spinta necessaria. L'aereo si schiantò contro le cime degli alberi e precipitò nel bosco. La maggior parte delle persone a bordo si salvò; una donna e due bambini morirono per inalazione di fumo, non essendo riusciti a slacciare le cinture di sicurezza.

Pilota o computer?
Il verdetto ufficiale attribuì la colpa all'equipaggio: assetto troppo basso, velocità troppo bassa e accelerazione troppo tardiva. Il capitano Michel Asseline non lo accettò mai. Sostenne che i motori avevano reagito troppo lentamente e – affermazione più controversa – sostenne che le scatole nere erano state manomesse prima dell'analisi, un'accusa che le autorità respinsero fermamente. Fu condannato e scontò la pena, e per decenni insistette di essere stato usato come capro espiatorio.
La questione della fiducia
L'incidente di Habsheim si verificò proprio nel momento in cui il sistema fly-by-wire si stava diffondendo nell'aviazione commerciale. L'A320 conferiva a un computer un controllo parziale dei comandi e lo schianto divenne il fulcro di un'ansia più profonda: quanta fiducia dovrebbero riporre i piloti nella macchina e quanta fiducia dovrebbe riporre la macchina nei piloti? Migliaia di aerei della famiglia A320 dopo, il fly-by-wire è ormai la norma nella costruzione degli aerei di linea, ma la controversia di Habsheim ha contribuito a plasmare le modalità di certificazione, spiegazione e insegnamento di questo sistema.
Il filmato circola ancora oggi: un bellissimo jet nuovo, con il carrello abbassato, che si schianta al rallentatore contro gli alberi. Qualunque sia la vera causa, Habsheim è stato il momento in cui il mondo ha iniziato a discutere su chi pilota davvero un aereo di linea moderno: la persona o il codice di condotta.
Fonti: rapporto sull'incidente BEA; Simple Flying; code7700; Wikipedia.
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