Lo scudo silenzioso dell'Italia sul Golfo

by | 2 agosto 2026 | Aviazione militare, Notizia | 0 comments

Per quattro mesi, una delle più grandi forze aeree europee ha condotto una silenziosa campagna di difesa aerea sulla penisola arabica, e quasi nessuno se n'è accorto. Dalla seconda metà di marzo 2026, l'Italia ha mantenuto schierati Eurofighter Typhoon, aerei di allerta precoce, e una rete di radar e batterie missilistiche in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein, contribuendo a proteggere le monarchie del Golfo dai droni e dai missili balistici iraniani.

La missione si chiama Task Force Air – Arabia. Non è mai stata formalmente segreta — il Ministero della Difesa italiano mantiene persino una pagina che la descrive — ma è rimasta comodamente fuori dai titoli dei giornali fino a quando il giornalista italiano Fausto Biloslavo non ne ha delineato la portata completa in Il Giornale Alla fine di luglio, i tracker open-source hanno ricostruito i movimenti degli aerei italiani sul Mar Rosso nell'arco di diversi mesi.

Informazioni rapide

  • Operazione: Task Force Air – Arabia (Forze Armate italiane)
  • In vigore dal: seconda metà di marzo 2026
  • Personale dell'Aeronautica Militare: circa 400 (almeno 700 contando il contingente dell'esercito)
  • Combattenti: quattro Eurofighter F-2000A Typhoon (Task Group Typhoon)
  • Risorse di supporto: E-550A CAEW, C-130J/KC-130J, radar AN/TPS-77, contro-drone ACUS-E
  • Base avanzata: Base aerea di Al Taif/Re Fahd, Arabia Saudita occidentale
  • Elemento dell'esercito: Task Force Land – Arabia — Batteria SAMP/T, radar KRONOS, Skynex

Una task force nascosta in bella vista

The reveal came not from a leak but from patient plane-spotting. The open-source monitoring group itamilradar had logged Italian Air Force flights shuttling in and out of western Saudi Arabia for months before Rome’s political opposition forced the deployment into the open and drew a public defence from the government.

Secondo il Ministero della Difesa, il contingente è composto da circa 400 militari dell'Aeronautica Militare italiana, dislocati nei tre Paesi ospitanti e comandati da un colonnello dell'Aeronautica. Il report di Biloslavo indica invece un totale di oltre 700 militari italiani, tra forze aeree e terrestri.

Cinque gruppi di lavoro, una missione

La Task Force Air – Arabia è composta da cinque gruppi operativi specializzati, ognuno dei quali svolge un compito distinto nella difesa stratificata dello spazio aereo del Golfo. Il gruppo operativo Argo fa volare il E-550A CAEW, l'aereo di allerta precoce e comando aviotrasportato basato su Gulfstream che unisce l'intero quadro aereo. Il Task Group Typhoon schiera quattro Eurofighter F-2000A Typhoon per sorvegliare lo spazio aereo assegnato.

Behind the jets sit the enablers: Task Group Medal with C-130J and KC-130J transports for tactical airlift and medevac; Task Group Kuwait, running an AN/TPS-77 air-defence radar and propping up the Kuwait Air Force; and Task Group C-UAS, armed with the ACUS-E system built to swat down the small one-way attack drones that have become the signature weapon of this conflict.

Un Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare Italiana si rifornisce in volo da un KC-135 statunitense sopra l'area di responsabilità del CENTCOM.
Un F-2000 Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare Italiana si rifornisce di carburante da un KC-135 dell'Aeronautica Militare statunitense sopra l'area di responsabilità del Comando Centrale. Foto: US Air Force

L'Esercito Italiano aggiunge un secondo contingente sotto l'egida della Task Force Land – Arabia, composto da circa 300 soldati, metà dei quali dislocati in Arabia Saudita. Secondo quanto riportato da Biloslavo, il contingente comprende una batteria SAMP/T per la difesa balistica e aerea, un radar KRONOS in Arabia Saudita e un altro in Bahrein, e un sistema d'arma Skynex posizionato negli Emirati Arabi Uniti.

“A seguito della crisi nella regione del Golfo e della richiesta di supporto da parte dei paesi partner, il Ministero della Difesa italiano ha dispiegato un'unità dell'Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e delle Forze di Sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein.”
Ministero della Difesa italiano — dichiarazione ufficiale, luglio 2026

Perché Al Taif

The Italian jets fly from Al Taif, officially King Fahd Air Base, in the mountains of western Saudi Arabia near the Red Sea coast. The location is deliberate. It sits far beyond the reach of most Iranian one-way attack drones launched from the east, yet remains close enough for the Typhoons to surge toward threatened airspace. It is also home to Royal Saudi Air Force Eurofighters — a natural fit for an Italian F-2000 detachment that already shares the type, the spares and the tactics.

Un prezzo già pagato

Il dispiegamento non è stato indolore. Quando l'Iran ha colpito la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait il 15 marzo 2026, quattro F-2000 italiani si trovavano sulla pista. L'attacco ha distrutto un MQ-9A Reaper dell'Aeronautica Militare Italiana e danneggiato uno dei Typhoon. Tre dei caccia sono stati riportati in Italia nei giorni successivi; il destino del quarto non è mai stato chiarito pubblicamente.

Quella singola notte è il motivo per cui Roma ha spostato i suoi aerei verso ovest, a Taif, e ha rafforzato lo scudo antimissile alle loro spalle. La guerra del Golfo condotta dall'Italia è stata silenziosa, ma per gli equipaggi impegnati nelle pattuglie di presenza sul deserto, è stata una realtà concreta.

Fonti: Ministero della Difesa italiano; Fausto Biloslavo / Il Giornale; itamilradar; Reuters; The Aviationist; Militarnyi.

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