Il 9 luglio 1961, un enorme jet quadrimotore rombò sopra l'aeroporto di Tushino, vicino a Mosca, affiancato da due MiG-21. Gli osservatori occidentali allungarono il collo e presero appunti. Sembrava che questa fosse la prova che l'Unione Sovietica avesse costruito un bombardiere intercontinentale supersonico in grado di competere con qualsiasi velivolo presente nell'arsenale americano.
Si sbagliavano praticamente su tutto. Il Myasishchev M-50, a cui fu presto dato il nome NATO di Bounder, non riusciva nemmeno a raggiungere la velocità del suono. Quel sorvolo fu quasi l'ultimo volo in assoluto.
Informazioni rapide
- Aeromobili: Myasishchev M-50 (NATO: Bounder), prototipo di bombardiere strategico
- Disposizione: Ala a delta troncata; quattro turboreattori: due sotto l'ala, due alle estremità alari.
- Primo volo: 27 ottobre 1959; avvistato per la prima volta dai servizi segreti occidentali nel 1958.
- Debutto pubblico: Giornata dell'aviazione di Tushino, 9 luglio 1961, scortato da due MiG-21.
- Velocità massima reale: Circa Mach 0,99: non ha mai superato la velocità del suono.
- Destino: Cancellato; un solo esemplare è sopravvissuto a Monino.
Costruito per spaventare l'Occidente
L'M-50 era il progetto di Vladimir Myasishchev per un bombardiere supersonico in grado di attraversare gli oceani e colpire gli Stati Uniti. La sua ala a delta troncata ospitava quattro motori disposti in una configurazione insolita: due sotto l'ala e due alle estremità alari. Sulla carta, sembrava la forma del futuro.
In pratica, il velivolo era gravemente sottodimensionato. I motori necessari non furono mai realizzati e la cellula su cui volava non riusciva a superare Mach 1 nemmeno in picchiata leggera. Dopo circa 19 voli, il programma fu di fatto concluso, ma i sovietici avevano ancora un utilizzo per esso.

La parata che ha ingannato gli analisti
Verso la metà del 1961, l'ufficio di progettazione e il relativo bombardiere erano già stati chiusi. Ciononostante, si decise di far sfilare l'M-50 alla parata aerea di Tushino come dimostrazione di forza. L'aereo volò ancora una volta, avvolto dal fumo, e l'effetto sull'intelligence occidentale fu immediato.
Le stime americane erano a dir poco fantasiose. La rivista Air Force Magazine indicava una lunghezza di 200 piedi, un peso di 400.000 libbre e una velocità di Mach 1,7. In realtà, si trattava di una cellula di 190 piedi del peso di circa 260.000 libbre che raggiungeva una velocità massima inferiore a Mach 1. La CIA gli attribuiva un raggio d'azione di 1.500 miglia nautiche; la cifra reale era più vicina a 850. Quasi tutti i dati pubblicati erano eccessivi.

Un prototipo, non una minaccia.
La confusione era iniziata prima. Nel dicembre del 1958, Aviation Week pubblicò un articolo in cui si affermava che i sovietici stavano testando in volo un bombardiere a propulsione nucleare; l'immagine che lo accompagnava raffigurava in realtà l'M-50. Il Bounder era diventato un fantasma: un singolo velivolo sperimentale, ingigantito dall'ansia della Guerra Fredda fino a diventare una flotta che non è mai esistita.
L'Unione Sovietica alla fine puntò le sue scommesse strategiche sui missili intercontinentali, non sui bombardieri supersonici. L'M-50 fu ritirato e collocato nel museo di Monino, dove si trova ancora oggi: l'unico sopravvissuto di un aereo che spaventò l'Occidente ben più di quanto meritasse.
Fonti: GlobalSecurity.org (Western Views, stime della CIA e del NIE); Air Force Magazine, agosto 1961; Old Machine Press; Wikipedia.




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