Negli anni '60, gli Stati Uniti costruirono una stazione spaziale il cui vero scopo era così segreto che gli uomini scelti per volarci non potevano rivelare alle proprie famiglie cosa facessero. La copertura era la ricerca scientifica: testare l'utilità degli astronauti in orbita. La realtà era lo spionaggio: il Laboratorio Orbitale con equipaggio era una stazione spia, progettata per puntare un gigantesco telescopio verso l'Unione Sovietica.
Non ha mai trasportato un singolo equipaggio. Il progetto fu cancellato nel 1969 e la sua esistenza rimase segreta fino al 2015. Eppure la sua storia si intreccia direttamente con quella dello Space Shuttle, perché sette dei suoi astronauti segreti hanno poi volato a bordo del vero velivolo.
Informazioni rapide
- Programma: Manned Orbiting Laboratory (MOL), un progetto congiunto dell'aeronautica militare statunitense e del National Reconnaissance Office.
- Annunciato: Dicembre 1963; approvato dal presidente Johnson nell'agosto 1965
- Vero scopo: una stazione di ricognizione con equipaggio: la storia di copertura era "l'utilità militare dell'uomo nello spazio"“
- Equipaggio: due, per missioni di 30 giorni
- Veicoli spaziali: un Gemini-B modificato, con un portello ricavato nello scudo termico
- Telecamera: il KH-10 Dorian, con uno specchio primario da 72 pollici (1,8 m).
- Astronauti: 17 selezionati in segreto, tra cui Robert Lawrence, il primo astronauta afroamericano
- Destino: cancellato il 10 giugno 1969 senza mai aver effettuato un volo con equipaggio.
Una stazione di spionaggio camuffata da laboratorio scientifico
Il Laboratorio orbitante con equipaggio (Manned Orbiting Laboratory) era un progetto congiunto dell'Aeronautica militare statunitense e del National Reconnaissance Office, annunciato pubblicamente nel dicembre 1963 e formalmente approvato dal presidente Johnson nell'agosto 1965. Ufficialmente, il suo scopo era dimostrare "l'utilità militare dell'uomo nello spazio". Questa era la copertura.
Il vero carico utile era un telescopio da ricognizione con nome in codice Dorian, designato KH-10, costruito attorno a uno specchio primario da 72 pollici: un'ottica abbastanza potente da risolvere obiettivi di interesse militare a terra, molto al di sotto. Equipaggi di due persone avrebbero vissuto a bordo di stazioni lunghe 60 piedi per 30 giorni alla volta, lanciate in orbita polare da una nuova piattaforma a Vandenberg, in California.
Il National Reconnaissance Office racconta la storia del Laboratorio orbitante con equipaggio, declassificato nel 2015.
Gli astronauti che non potevano dirlo a nessuno
Tra il 1965 e il 1967, l'Aeronautica Militare selezionò 17 piloti, suddivisi in tre gruppi, per pilotare il MOL (Machine Operations Lane). Si addestrarono per una missione di cui la maggior parte del mondo ignorava l'esistenza. Tra loro c'era Robert H. Lawrence, il primo afroamericano mai selezionato come astronauta da un programma spaziale nazionale: un traguardo che il pubblico non avrebbe pienamente compreso per decenni, perché era segreto. Lawrence morì nello schianto di un F-104 nel dicembre del 1967. Un altro pilota del MOL, Michael Adams, passò a pilotare l'X-15 e perse la vita in volo nel 1967.

Attraverso un foro nello scudo termico
Gli equipaggi sarebbero decollati e atterrati a bordo di una versione modificata della capsula Gemini della NASA, chiamata Gemini-B. La sua caratteristica più ingegnosa era anche quella che più inquietava: un portello ricavato direttamente nello scudo termico della capsula, in modo che gli astronauti potessero strisciare fuori dalla capsula e raggiungere il laboratorio dietro di essa senza dover effettuare un'attività extraveicolare. Gli ingegneri dovettero dimostrare che lo scudo termico, pur con un foro, sarebbe sopravvissuto al rientro atmosferico.

Il 3 novembre 1966, un razzo Titan IIIC decollò da Cape Canaveral trasportando un modello in scala del programma MOL e una capsula Gemini ricondizionata, la stessa che aveva effettuato la missione senza equipaggio Gemini 2 della NASA. Il test suborbitale ebbe successo: il portello integrato nello scudo termico resistette al rientro. Fu l'unico lancio che il programma MOL avrebbe mai effettuato.
Cancellato prima ancora di volare
Nel 1969 il programma era in ritardo di anni rispetto alla tabella di marcia e aveva sforato di molto il budget, e presentava un problema fatale: i satelliti da ricognizione senza equipaggio erano diventati sufficientemente sofisticati da svolgere lo stesso compito senza rischiare un equipaggio. Il 10 giugno 1969, l'amministrazione Nixon cancellò il Laboratorio Orbitale con Equipaggio. Nessun astronauta lo aveva mai utilizzato, e nessuno lo avrebbe mai fatto.
Gli uomini che volarono comunque
A questo punto la storia prende una svolta. La NASA invitò i giovani piloti del programma MOL a unirsi al suo corpo di astronauti e, il 14 agosto 1969, sette di loro – Karol Bobko, Robert Crippen, Gordon Fullerton, Henry Hartsfield, Robert Overmyer, Donald Peterson e Richard Truly – passarono a far parte del programma. Ognuno di loro avrebbe poi volato a bordo dello Space Shuttle negli anni '80, sei dei quali come comandanti di missione.
Crippen volò come pilota nel primissimo volo dello Shuttle nel 1981. Truly divenne poi l'amministratore della NASA. La stazione di spionaggio per la quale si erano addestrati in segreto non trasportò mai un'anima viva, ma gli uomini che ne uscirono finirono per plasmare il volo spaziale americano per un'intera generazione. Persino gli specchi da 72 pollici in eccedenza trovarono una seconda vita, ricostruiti in un telescopio pionieristico sulla cima di una montagna in Arizona.
Nel 2019, gli astronauti sopravvissuti del programma MOL hanno parlato pubblicamente del programma per la prima volta.
Fonti: Storia della NASA (John Uri, 2024); documenti MOL declassificati del National Reconnaissance Office (2015); Space.com; Smithsonian Air & Space.




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