L'Algeria si rivolge alla Cina: i caccia J-10C e gli AWACS KJ-500 rompono sei decenni di monopolio russo.

di | 29 giugno 2026 | Aviazione militare, Notizia | 0 commenti

Per oltre sei decenni, ogni aereo da caccia dell'aeronautica algerina è stato di un solo paese: la Russia. MiG-21, MiG-25, Su-30MKA, MiG-29: l'intera flotta da combattimento sembra un catalogo di progettisti sovietici e russi. Quest'era sta per finire.

Secondo diverse fonti della difesa, l'Algeria si sta preparando a ricevere dalla Cina caccia multiruolo Chengdu J-10C e aerei da allerta precoce KJ-500, con le prime consegne previste già nel 2027. Se confermato, l'accordo segnerebbe la prima acquisizione in assoluto da parte dell'Algeria di velivoli da combattimento da un fornitore diverso da Mosca: una svolta strategica con implicazioni che si estendono ben oltre il Nord Africa.

Perché l'Algeria guarda a Est, ma non a Mosca.

La tempistica non è casuale. La guerra della Russia in Ucraina ha messo a dura prova la sua industria della difesa. Secondo quanto riportato, le tempistiche di consegna dei nuovi Su-35 e dei pezzi di ricambio per la flotta algerina di Su-30MKA si sono allungate di anni. Nel frattempo, le sanzioni americane sulle esportazioni russe nel settore della difesa, imposte dal CAATSA, hanno complicato i contratti di manutenzione e ammodernamento con terze parti.

L'Algeria, che possiede una delle forze aeree più potenti dell'Africa, non può permettersi di lasciare che la sua prontezza al combattimento si deteriori in attesa che Mosca risolva i suoi problemi di produzione. La Cina, che ha investito ingenti somme per conquistare clienti in Nord Africa e Medio Oriente, ha offerto un'alternativa allettante.

Il J-10C: il contendente cinese di 4,5 generazione.

Il Chengdu J-10C, noto come "Drago Vigoroso", è un caccia multiruolo monomotore con configurazione a delta-canard che rappresenta la variante più avanzata di una piattaforma che ha effettuato il suo primo volo nel 1998. Il modello C, entrato in servizio con l'Aeronautica militare cinese (PLAAF) nel 2018, costituisce un notevole passo avanti rispetto ai suoi predecessori.

Il suo cuore pulsante è un radar AESA (Active Electronically Scanned Array), una tecnologia che lo colloca nella stessa generazione dell'F-16 Block 70/72, del Rafale F3-R e dell'Eurofighter Typhoon Tranche 3. Il radar consente il tracciamento e l'ingaggio simultaneo di bersagli multipli, modalità avanzate di guerra elettronica e mappatura del terreno tramite apertura sintetica: capacità che la flotta di MiG-29 algerini, ormai obsoleta, non è in grado di eguagliare.

Il J-10C è alimentato dal turbofan russo AL-31FN o dal turbofan nazionale WS-10B, entrambi in grado di produrre circa 130 kN di spinta con postbruciatore. La velocità massima si aggira intorno a Mach 2.0, con un raggio d'azione di circa 550 chilometri con il solo carburante interno. È equipaggiato con il missile a lungo raggio PL-15, considerato uno dei più performanti della sua categoria, e con il missile da combattimento ravvicinato a guida infrarossa PL-10.

Il KJ-500: Occhi nel cielo

Aereo di allerta precoce e controllo aviotrasportato KJ-500
Il KJ-500 fornirà all'Algeria la sua prima capacità AEW&C moderna, un elemento di svolta per il controllo dello spazio aereo nordafricano. (Foto: internet cinese tramite Wikimedia Commons)

Forse ancora più significativo del J-10C è il presunto coinvolgimento del KJ-500 nell'accordo. Il KJ-500 è la piattaforma cinese di allerta precoce e controllo aereo (AEW&C) più avanzata, costruita sulla cellula del turboelica Shaanxi Y-9.

Equipaggiato con un radar AESA fisso a tre pannelli montato sulla parte superiore della fusoliera, il KJ-500 è in grado di tracciare simultaneamente centinaia di bersagli aerei, navali e terrestri entro un raggio di rilevamento stimato di 450 chilometri o più. Con un'autonomia di pattugliamento da 8 a 12 ore e un raggio d'azione di 5.700 chilometri, può stazionare sul vasto territorio sahariano dell'Algeria o pattugliare le acque del Mediterraneo per un intero turno.

Attualmente nessuna nazione nordafricana possiede un moderno aereo AEW&C (Air-Earth Warning and Control, sorveglianza e controllo aereo ravvicinato). Se l'Algeria adottasse il KJ-500, otterrebbe una capacità che trasformerebbe radicalmente il modo in cui la sua aeronautica militare combatte, consentendo operazioni in rete e integrate da sensori, in cui i J-10C, i Su-30MKA e le difese aeree terrestri condividono un quadro tattico comune in tempo reale.

Implicazioni strategiche: un nuovo mercato delle armi in Nord Africa

L'accordo, se andrà in porto, invierà tre segnali inequivocabili.

Innanzitutto, la presa della Russia sul mercato degli armamenti nordafricano si sta indebolendo. L'Algeria è stata per decenni il principale cliente africano di Mosca, con contratti per miliardi di dollari. L'acquisto di caccia da parte della Cina non sostituisce dall'oggi al domani il rapporto con la Russia, ma stabilisce una seconda linea di approvvigionamento che riduce la dipendenza e il potere contrattuale.

In secondo luogo, le esportazioni di armamenti cinesi stanno entrando in una nuova fase. Pechino ha venduto JF-17 a Pakistan e Myanmar e ha commercializzato il J-10C in diversi stati mediorientali, ma una vendita confermata all'Algeria – una nazione con un reale potere d'acquisto e standard operativi – rappresenterebbe il più prestigioso successo di esportazione per il J-10C fino ad oggi.

In terzo luogo, l'inclusione di velivoli AEW&C indica che la Cina non sta vendendo solo singole piattaforme, ma sistemi di combattimento integrati. Un J-10C senza il KJ-500 è un caccia valido. Un J-10C integrato con la copertura del KJ-500 è un moltiplicatore di forza, ed è proprio questo che le forze aeree più serie desiderano acquistare.

Cosa significa per la regione

Il Marocco, paese confinante con l'Algeria, ha intensificato i propri rapporti militari con gli Stati Uniti, ricevendo caccia F-16 Block 72 e ampliando la propria flotta di droni. Le due nazioni mantengono una tesa rivalità, in particolare a causa della disputa sul Sahara Occidentale. L'acquisizione da parte dell'Algeria di J-10C/KJ-500 aggiungerebbe una nuova dimensione all'equilibrio regionale e probabilmente accelererebbe gli sforzi del Marocco per assicurarsi ulteriori armamenti occidentali in risposta.

Per i membri europei della NATO che si affacciano sul Mediterraneo, vale la pena seguire con attenzione gli sviluppi. La presenza di aerei da combattimento cinesi operanti da basi a poche centinaia di chilometri a sud di Spagna, Italia e Francia rappresenterebbe una preoccupazione in termini di intelligence e interoperabilità, anche se l'Algeria rimanesse un partner e non un avversario.

Fonti: Military Watch Magazine, The War Zone, Global Defense Corp, Janes, Defense News

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