Era in grado di superare in velocità di salita un F-16, di decollare da fermo in meno di mezzo minuto e di lanciare un missile radar anni prima che il suo rivale potesse farlo. Aveva costi di gestione bassi, prestazioni di volo eccezionali ed era stato interamente finanziato con fondi propri di un'unica azienda. E non ne è stato venduto nemmeno un esemplare.
Il Northrop F-20 Tigershark è il grande "cosa sarebbe successo se" dei caccia della Guerra Fredda: un piccolo jet superbo arrivato proprio nel momento sbagliato e ucciso non per un suo difetto, ma per ragioni politiche.
INFORMAZIONI RAPIDE
| Ruolo | Caccia multiruolo leggero (esportazione) |
| Primo volo | 30 agosto 1982 |
| centrale elettrica | 1 × Turboventola General Electric F404, 17.000 lbf |
| Velocità massima | ~Mach 2 |
| Numero costruito | 3 (più una parziale) |
| Destino | Cancellato nel 1986 con zero vendite |
Una tigre con un cuore nuovo
Il Tigershark nacque come F-5G, una versione rimotorizzata del fortunatissimo F-5 Tiger II della Northrop. I due modesti motori J85 furono sostituiti da un singolo General Electric F404, della stessa classe di motori dell'F/A-18 Hornet, con circa 601 tonnellate di spinta in più. Il risultato trasformò completamente l'aereo. Il rapporto spinta-peso superò 1,1, la quota di tangenza superò i 55.000 piedi e il jet poteva decollare da una cabina di pilotaggio fredda in circa 22 secondi.
La Northrop saltò completamente la designazione "F-19", passando direttamente a F-20, in parte per distinguersi nettamente dai MiG sovietici con numero dispari, in parte per ragioni di marketing. Assunse il più famoso pilota collaudatore vivente, Chuck Yeager, per promuoverlo.
Yeager non si è risparmiato. Avendo pilotato quasi tutti i velivoli ad ala, ha definito il Tigershark semplicemente "magnifico"."

L'aereo giusto al momento sbagliato
L'F-20 fu costruito per una politica ben precisa. In base alle norme sulle esportazioni "FX" dell'amministrazione Carter, gli Stati Uniti desideravano un caccia performante da poter vendere agli alleati senza dover cedere le proprie tecnologie di prima linea più sensibili. Il Tigershark si adattava perfettamente: finanziato privatamente da Northrop, poteva essere commercializzato all'estero senza esporre i gioielli della corona.
Then the rules changed. The Reagan administration relaxed export policy and let allies buy the real thing: the F-16. Overnight, the F-20’s entire reason to exist evaporated. Why buy a superb export-only fighter when you could have the same jet the US Air Force flew? A promised sale to Taiwan collapsed under the 1982 US–China communiqué. The final blow came on 31 October 1986, when the US Air Force itself chose the F-16 for the Air National Guard.

La Northrop aveva speso circa 144.120 miliardi di dollari di tasca propria. Due dei tre prototipi andarono persi in incidenti, entrambi attribuiti alla perdita di coscienza dei piloti a causa delle forti accelerazioni durante le estenuanti esibizioni aeree, e non a difetti del velivolo. Alla fine del 1986, senza aver ricevuto un solo ordine, la Northrop decise di interrompere il progetto.
Il verdetto si è trasformato in leggenda. Il Tigershark era più veloce a reagire di un F-16, più economico da gestire e armato per il combattimento oltre la portata visiva prima ancora che lo fosse il suo rivale. Eppure perse, sconfitto non in aria, ma nei corridoi dove si elaborano le politiche di esportazione. L'unico esemplare sopravvissuto si trova oggi in un museo di Los Angeles: un monito che nel settore degli aerei da combattimento, essere il velivolo migliore non è mai stato sufficiente.
Fonti: Wikipedia; Steve Pace, "X-Fighters"; Popular Mechanics; California Science Center.




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