Sfilato sulla distesa arida e sbiancata dal sole di Muroc nel 1943, il Northrop XP-56 sembrava più un proiettile scuro e senza testa che un caccia. Non aveva quasi coda, né elica anteriore, e una grossa pinna ventrale fendeva l'aria del deserto. Jack Northrop lo soprannominò "Black Bullet" (Proiettile Nero), ed era una delle macchine più radicali costruite dagli Stati Uniti durante la guerra.
L'idea nacque nel 1939, quando la Northrop cercò di realizzare un caccia ad ala volante con la minima resistenza aerodinamica possibile. Niente coda orizzontale, solo un moncone di deriva verticale e un motore a spinta posizionato dietro il pilota che faceva girare una coppia di eliche controrotanti. Per dimostrare che la configurazione senza coda potesse effettivamente volare, la Northrop testò dapprima il piccolo modello N-1M, che confermò la validità del concetto a sufficienza da indurre l'esercito a ordinare i prototipi.
INFORMAZIONI RAPIDE
| Tipo | Prototipo di intercettore monoposto |
| Primo volo | 30 settembre 1943 |
| centrale elettrica | 1 x Elica radiale, spingente e controrotante Pratt & Whitney R-2800 |
| Velocità massima | Velocità stimata di progetto di 465 mph (mai raggiunta) |
| Numero costruito | 2 |
| Costruzione | Struttura in magnesio, saldatura TIG (Heliar Arc). |
| Destino | Uno è precipitato; l'altro è sopravvissuto ed è conservato allo Smithsonian. |
Costruito con magnesio e disperazione
Ciò che distingueva davvero l'XP-56 era il suo rivestimento. Poiché si prevedeva una carenza di alluminio a causa della domanda bellica, Northrop costruì la cellula in magnesio, un metallo circa un terzo più leggero ma notoriamente difficile da saldare. Il suo team sviluppò il processo di saldatura Heliarc per unire i materiali, una tecnica che sopravvisse all'aereo e divenne uno standard del settore.
Il propulsore fu un compromesso fin dall'inizio. L'esotico motore Pratt & Whitney X-1800 venne scartato, costringendo la Northrop a installare un radiale R-2800 più grande e pesante. La sostituzione aggiunse peso, allargò la fusoliera e richiese mesi di lavoro. Il Black Bullet era già in lotta con se stesso prima ancora di volare.

Una breve e infelice carriera da pilota
Il 30 settembre 1943 il primo prototipo finalmente decollò, afflitto da un grave problema di imbardata dovuto alla scarsa stabilità aerodinamica. Poco più di una settimana dopo, uno pneumatico scoppiò durante un rullaggio ad alta velocità e l'aereo si capovolse sul lago prosciugato. Il pilota collaudatore John Myers ne uscì illeso, attribuendo il merito dell'accaduto al casco da polo che aveva improvvisato.
Il secondo prototipo volò nel marzo del 1944 con una deriva molto più grande, ma non si avvicinò mai alla velocità promessa di 465 miglia orarie. Era sbilanciato in avanti, consumava troppo carburante ed era instabile, e dopo soli dieci voli l'esercito lo mise a terra perché troppo pericoloso.
Nel 1946 i jet erano già in fase di progettazione e nessuno voleva un caccia a elica problematico. Il Black Bullet sopravvissuto fu imballato e alla fine entrò a far parte dello Smithsonian. Oggi si trova in un deposito: un vicolo cieco minaccioso e affascinante che ha spinto in avanti la metallurgia pur essendosi rivelato un fallimento come caccia.

La storia completa e bizzarra del Proiettile Nero e delle idee che ha lasciato in eredità:
Fonti: National Air and Space Museum; Wikipedia; Collezione Ray Wagner.




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