Il 5 novembre 1938, tre bombardieri della Royal Air Force decollarono da Ismailia, in Egitto, e si diressero verso est. Due di essi atterrarono a Darwin, nel nord dell'Australia, circa quarantotto ore dopo, avendo percorso circa 7.150 miglia senza scalo. Si trattò di un record mondiale di distanza, stabilito da un velivolo di cui la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare, costruito con una struttura che assomiglia a un cesto.
Il Vickers Wellesley era già considerato obsoleto quando la guerra iniziò un anno dopo. Fu anche uno degli aerei britannici più importanti, seppur in modo discreto, degli anni '30, per via del modo in cui era stato costruito.
Informazioni rapide
- Tipo: Vickers Wellesley, bombardiere medio monomotore
- Produttore: Vickers-Armstrongs a Brooklands, vicino a Weybridge.
- Struttura: Struttura geodetica progettata da Barnes Wallis
- Origine: Specifiche del Ministero dell'Aeronautica G.4/31, emanate nel 1931
- Documentazione: Circa 7.150 miglia senza soste, da Ismailia a Darwin, inizio novembre 1938
- Servizio: Sei squadroni del Comando Bombardieri della RAF al massimo della loro forza.
- Ultima unità: Il 47° Squadrone lo impiegò in missioni di ricognizione marittima fino al settembre 1942.
Il bombardiere che non doveva essere un monoplano
La specifica G.4/31 richiedeva un aereo multiruolo in grado di svolgere quasi ogni compito: bombardamento orizzontale, cooperazione con l'esercito, bombardamento in picchiata, ricognizione, evacuazione dei feriti e lancio di siluri. La Vickers propose tre soluzioni e il Ministero dell'Aeronautica scelse quella convenzionale, il biplano Tipo 253, ordinandone 150 esemplari.
Vickers continuò comunque a lavorare sul monoplano, come iniziativa privata. Il Type 256 era così evidentemente superiore che il Ministero annullò il proprio ordine e lo convertì al monoplano. Quel velivolo divenne il Wellesley.

Barnes Wallis e la fusoliera a intreccio
Il motivo per cui era migliore si riduce a un solo uomo. Barnes Wallis proveniva dal mondo dei dirigibili e portò con sé l'ossessione di ottenere resistenza da un peso quasi nullo. La sua soluzione fu la costruzione geodetica: un reticolo di elementi in lega leggera che si avvolgono a spirale in eliche opposte attorno alla fusoliera, in modo che i carichi su un elemento siano bilanciati dall'elemento che lo attraversa, il tutto ricoperto di tessuto.
Il risultato è una cellula straordinariamente leggera in rapporto alla sua resistenza, e straordinariamente difficile da distruggere. Se un elemento viene danneggiato, il carico si ridistribuisce semplicemente lungo la struttura reticolare. Il Wellesley fu il primo aereo costruito interamente in questo modo a entrare in servizio. Wallis poi estese l'idea al Vickers Wellington, che subì danni incredibili in battaglia sopra la Germania e continuò a volare, e in seguito applicò la stessa instancabile mente ingegneristica alla bomba rimbalzante.
Entrambi gli aerei prendono il nome da Arthur Wellesley, il primo Duca di Wellington. Il Wellesley fu il primo, ed è quello di cui nessuno ricorda nulla.

Ismailia a Darwin
Il tentativo di record fu effettuato dalla Long Range Development Unit della RAF, utilizzando bombardieri Wellesley equipaggiati con serbatoi supplementari e con quell'ala già enorme. Tre velivoli decollarono da Ismailia il 5 novembre 1938.
Due dei tre aerei raggiunsero Darwin senza scalo, percorrendo circa 7.158 miglia in circa 48 ore di volo. Le fonti differiscono leggermente sulla distanza esatta, ma il risultato è indubbio: si trattò di un record mondiale di distanza, stabilito da un bombardiere monomotore con fusto in tela che la RAF stava già progettando di sostituire.
Un'obsolescenza utile
Nel settembre del 1939 il Wellesley era chiaramente obsoleto per i cieli europei: lento, scarsamente difeso e monomotore, in un momento in cui la RAF stava passando ai bimotori. Quindi fu impiegato dove era ancora utile. I Wellesley volarono in Africa orientale, Egitto e Medio Oriente, operando su territori in cui l'autonomia era più importante della velocità.
L'ultimo operatore, il 47° Squadrone, abbandonò definitivamente questo tipo di velivolo nel settembre del 1942, utilizzandolo ormai per la ricognizione marittima.
La vera eredità del Wellesley non risiede nel suo palmarès in combattimento, che è modesto, né tantomeno nel suo record di distanza, per quanto impressionante. Risiede nel fatto che un progettista britannico dimostrò, proprio con questo aereo, che si poteva costruire una cellula utilizzando una struttura metallica intrecciata, e che l'idea funzionò abbastanza bene da permettere al Bomber Command di trasportare il Wellington per tutta la prima metà della guerra.
Fonti: Wikipedia, BAE Systems Heritage, la Fondazione Barnes Wallis, HistoryNet e History of War.




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