The cheapest weapon on a modern battlefield is a drone you can buy online. The Aeronautica militare statunitense has just answered it in Europe with one of the most futuristic: a laser. Quietly, and at locations it will not name, U.S. Air Forces in Europe has fielded the Compact Laser Weapon System — a directed-energy gun that can burn a drone out of the sky for the price of the electricity it takes to fire.
La decisione, confermata alla fine di luglio, rappresenta solo la punta dell'iceberg di un cambiamento ben più ampio. Un tempo le basi aeree si preoccupavano dei jet e dei missili nemici. Ora si preoccupano di sciami di velivoli piccoli, economici e difficili da individuare, in grado di stazionare sopra una pista, mappare le difese o attaccare un aereo parcheggiato.
- Che cosa: L'aeronautica militare statunitense schiera in Europa il sistema d'arma laser compatto (CLWS).
- Chi: Forze aeree statunitensi in Europa – Forze aeree in Africa (USAFE-AFAFRICA)
- Quando: Annuncio previsto per il 30-31 luglio 2026
- Dove: Luoghi non specificati all'interno del teatro operativo (omessi per motivi di sicurezza operativa)
- Ruolo: Parte di un sistema di difesa anti-drone a più livelli: disturbatori, intercettori a energia diretta e cinetici.
- Sono stati testati anche i seguenti: Sistema d'arma di precisione avanzato (APKWS), un razzo da 2,75 pollici a guida laser efficace fino a circa sei chilometri
Non esiste una soluzione miracolosa unica
Il laser non funziona da solo. USAFE-AFAFRICA descrive una rete a più livelli: i sensori rilevano e tracciano un intruso, gli operatori in un centro operativo di difesa della base utilizzano l'ottica del laser per confermare che si tratti effettivamente di un drone ostile – e non di un aereo amico, né di un uccello – e solo allora entrano in gioco i sistemi d'arma. Questi vanno dai disturbatori che interrompono il collegamento tra un drone e il suo pilota, all'energia diretta, fino agli intercettori cinetici che abbattono fisicamente il velivolo.
Oltre al laser, il comando ha testato un intercettore terrestre chiamato Advanced Precision Kill Weapon System (ADK): un razzo da 2,75 pollici a guida laser in grado di colpire un drone fino a circa sei chilometri di distanza. La filosofia è volutamente mista: nessun singolo strumento è in grado di neutralizzare ogni minaccia.

Perché adesso?
L'urgenza proviene da est. La guerra in Ucraina ha dimostrato come i droni, sia commerciali che militari, possano raggiungere aeroporti e centri di rifornimento ben oltre il fronte. E le attività di ricognizione si sono già estese a ovest: tra agosto 2024 e febbraio 2026, l'Istituto Internazionale di Studi Strategici ha contato centinaia di droni russi che manovravano nello spazio aereo dei paesi membri della NATO, anche in prossimità di basi che ospitano armi nucleari statunitensi, apparentemente per mappare le vulnerabilità e testare la reazione dell'alleanza. Mosca nega qualsiasi coinvolgimento.
Questo è il problema che un laser è progettato per risolvere. Un drone d'attacco tipo Shahed può costare diverse decine di migliaia di dollari; abbatterlo con un missile da un milione di dollari è uno scambio svantaggioso che si ripete cento volte a notte. Un laser inverte i calcoli: il colpo è praticamente gratuito e la sua capacità di fuoco è pari alla potenza del generatore che lo alimenta.
Il rifugio sicuro non c'è più
I laser non sono magici. Nuvole, pioggia e polvere ne attenuano il raggio, e un singolo emettitore può colpire un solo bersaglio alla volta. È proprio per questo che l'Aeronautica militare li sta integrando in una rete più ampia, anziché puntare tutto su di essi. Ma il messaggio che arriva dall'Europa è chiaro: l'aeroporto nelle retrovie, a lungo considerato un santuario, è ora un luogo che deve difendersi, e lo farà, sempre più spesso, con la luce.
Fonti: Forze aeree statunitensi in Europa – Forze aeree in Africa (DVIDS); Stars and Stripes; Spazio aereo senza pilota; Istituto internazionale di studi strategici.




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