Osservando attentamente il KC-135 atterrato alla base RAF di Mildenhall nel pomeriggio del 2 agosto, qualcosa non torna. La fusoliera riporta il numero di serie 63-8017, mentre la coda ne ha uno diverso: 63-8002. Sembra un unico velivolo assemblato con pezzi provenienti da due parti diverse: una sorta di stazione di rifornimento volante tornata a casa con la deriva di un aereo dismesso.
La storia dietro quella coda sproporzionata non è a lieto fine. A marzo, il 63-8017 fu uno dei due Stratotanker che si scontrarono in volo sopra l'Iraq occidentale. L'altro aereo cisterna non sopravvisse. Questo velivolo, invece, ce la fece – per un pelo – e il fatto stesso che sia riuscito a volare di nuovo è un piccolo monumento a quanto l'aeronautica militare statunitense sia disposta a fare per mantenere in servizio un jet di sessantotto anni.
Informazioni rapide
- Aeromobili: Boeing KC-135R Stratotanker, numero di serie 63-8017
- Incidente: Collisione in volo sull'Iraq occidentale, 12 marzo 2026, durante l'operazione Epic Fury.
- L'altro jet: KC-135, nominativo ZEUS 95 — disperso con tutto l'equipaggio di sei persone
- Danno: La parte superiore dello stabilizzatore verticale si è staccata; l'aereo è atterrato all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, trasmettendo il codice di emergenza 7700.
- Riparazione: Pinna di ricambio trapiantata dal 63-8002, un KC-135 in pensione recuperato dal deposito
- Ritorno al volo: Arrivato alla base RAF Mildenhall come REACH 564 il 2 agosto 2026, in transito verso casa da Israele.
- Durata di servizio: Il KC-135 è in servizio dal 1957 e si prevede che continuerà a volare almeno fino al 2050.
Uno scontro sull'Iraq occidentale
Il 12 marzo, due KC-135 impegnati in una missione dell'Operazione Epic Fury, la vasta campagna aerea statunitense legata al conflitto con l'Iran, si sono scontrati in volo. Uno dei due, con il nominativo ZEUS 95, è precipitato vicino al confine tra Iraq e Giordania. Tutti e sei i membri dell'equipaggio sono morti. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato la perdita il giorno successivo, dichiarando che non si trattava di fuoco ostile o amico.
Il Pentagono in seguito rese noti i nomi dei membri dell'equipaggio caduti: il maggiore John A. Klinner, il capitano Ariana G. Savino e il sergente tecnico Ashley B. Pruitt del 6° Stormo di rifornimento in volo della base aerea di MacDill; e il capitano Seth R. Koval, il capitano Curtis J. Angst e il sergente tecnico Tyler H. Simmons del 121° Stormo di rifornimento in volo di Rickenbacker, in Ohio. Si trattò di una delle perdite più gravi dell'intera campagna.

La seconda petroliera, la 63-8017, sopravvisse, ma a malapena. La collisione tranciò la metà superiore dello stabilizzatore verticale. Con una parte della coda completamente distrutta, l'equipaggio tracciò il codice 7700, il codice universale del transponder per le emergenze, e portò il velivolo danneggiato all'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, diventato un importante snodo per le petroliere americane durante il conflitto. Rimase lì per mesi, con la coda spezzata, senza possibilità di muoversi.
La coda di un jet in pensione
Non è certo possibile ordinare un nuovo stabilizzatore verticale per un jet la cui produzione la Boeing era cessata nel 1965. Quindi l'Aeronautica Militare ha optato per la soluzione migliore: ha trovato un donatore. La deriva ora imbullonata al 63-8017 proviene dal 63-8002, un altro Stratotanker già ritirato dal servizio e messo in deposito. Gli ingegneri hanno innestato la coda del vecchio jet su quella del velivolo superstite, e il risultato è un vero e proprio Frankenstein: un aereo che vola con due numeri di serie diversi, uno sulla fusoliera e uno sulla deriva.
Il 2 agosto, il jet riparato effettuò il suo primo volo dopo l'incidente, partendo da Tel Aviv e dirigendosi verso la base RAF di Mildenhall, in Inghilterra, con il codice REACH 564, prima di rientrare negli Stati Uniti. I fotografi presenti a terra notarono immediatamente la discrepanza tra i numeri di serie.
Sono previsti ulteriori lavori una volta che il jet avrà raggiunto il suolo nazionale, non ultimo una riverniciatura per risolvere la stranezza della doppia matricola, ammesso che la coda del velivolo donatore rimanga montata in modo permanente.
La petroliera che si rifiuta di andare in pensione
Il fatto che l'Aeronautica Militare si spinga a tali estremi la dice lunga sul KC-135. Nonostante sia entrato in servizio nel 1957, lo Stratotanker è ancora il velivolo da rifornimento in volo più numeroso in servizio negli Stati Uniti, ed è sopravvissuto al ben più recente KC-10 Extender, che è già stato ritirato dal servizio. I piani attuali prevedono che questo tipo di velivolo rimanga in servizio almeno fino al 2050, il che significa che questi esemplari continueranno a rifornire di carburante i caccia per quasi un secolo.
Il suo successore, il KC-46A Pegasus, ha avuto un'introduzione travagliata e non ha ancora ottenuto l'autorizzazione per rifornire in volo tutti i tipi di velivoli. Finché la situazione non si risolverà, ogni singolo aereo conta, e l'Operazione Epic Fury si è rivelata brutale per la flotta, con diversi aerei cisterna danneggiati a terra dagli attacchi iraniani contro le basi statunitensi. In questo contesto, smantellare un aereo dismesso per salvarne uno danneggiato in battaglia non è un'azione eccentrica, ma una semplice questione di logica.
Così il 63-8017 continua a volare, un superstite rattoppato di una collisione che ha ucciso sei dei suoi stessi velivoli. La coda, con i pezzi spaiati, verrà probabilmente riverniciata presto. Ma il motivo per cui si trova lì non verrà dimenticato così facilmente.
Fonti: Comando Centrale degli Stati Uniti; Air & Space Forces Magazine; Defense News; The Aviationist; Havoc Aviation (@havoc_aviation).




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