Otto jet che hanno distrutto un reattore nucleare

by | 30 giugno 2026 | Storia e leggende, Aviazione militare | 0 comments

Nel tardo pomeriggio del 7 giugno 1981, otto israeliani F-16 Sorvolano il deserto a bassa quota, all'altezza dei tetti, con gli indicatori del carburante come costante fonte di preoccupazione. Ai comandi dell'ultimo e più esposto aereo della formazione c'è il più giovane di loro, un ventisettenne di nome Ilan Ramon, che ha fatto i suoi calcoli e ha accettato in silenzio la possibilità di non avere abbastanza carburante per tornare a casa.

Davanti a noi si estende Baghdad, e alla sua periferia un reattore nucleare di costruzione francese chiamato Osirak. I jet decollano, si posano sulla grande cupola di cemento e sganciano le loro bombe da duemila libbre. In meno di due minuti, il cammino dell'Iraq verso l'arma nucleare si riduce in macerie.

Poi tutti e otto gli aerei fanno ritorno alla base e, contro ogni previsione, ognuno di loro arriva a destinazione.

Informazioni rapide

Data7 giugno 1981
Forza8 F-16A Netz dell'aeronautica israeliana (due bombe Mk-84 da 2.000 libbre ciascuno); 6 F-15A di scorta
BersaglioIl reattore nucleare Osirak (Tammuz-1) vicino a Baghdad
DistanzaOltre 1.600 km a tratta, quasi al limite dell'autonomia dell'F-16.
RisultatoIl reattore è stato distrutto prima di entrare in funzione; tutti gli aerei sono rientrati sani e salvi.
Pilota di spiccoIlan Ramon, in seguito primo astronauta israeliano (morto a bordo del Columbia nel 2003)

Un reattore e una scadenza

L'Iraq, sotto Saddam Hussein, stava costruendo il reattore di Osirak con l'aiuto francese, e Israele era convinto che fosse un passo verso la bomba atomica. La diplomazia non portò a nulla. I progettisti dovevano rispettare una scadenza improrogabile: una volta che un reattore è carico di combustibile e raggiunge la temperatura di esercizio, bombardarlo rischia di disperdere la radioattività su una città. L'attacco doveva avvenire prima, e doveva provenire da molto lontano.

“"Il volo di andata e ritorno in Iraq, circa 2.000 miglia in totale, era leggermente al di là del raggio d'azione dei nostri aerei, quindi abbiamo usato ogni sorta di stratagemma per prolungarlo."”
Ze'ev Raz — Capo missione dell'Operazione Opera, ricordando il raid

Basso, veloce e quasi senza carburante

Otto F-16A, ciascuno dei quali trasporta una coppia di bombe non guidate Mk-84, con sei F-15 Seduti sul sedile del passeggero, attraversarono lo spazio aereo giordano, saudita e iracheno a bassa quota per sfuggire ai radar. Volavano così vicino al limite della loro autonomia che il carburante, non il nemico, rappresentava la vera minaccia. Ramon occupava il posto più arretrato, quello con maggiori probabilità di rimanere senza carburante.

Sopra l'obiettivo si alzarono in volo, si lanciarono in picchiata e sganciarono le bombe nella cupola del reattore. Il raid uccise dieci soldati iracheni e un tecnico francese. Nel giro di pochi minuti la formazione si stava già ritirando a tutta velocità attraverso il deserto.

Ilan Ramon
Ilan Ramon, il pilota più giovane della missione Osirak, divenne in seguito il primo astronauta israeliano. Morì a bordo dello Space Shuttle Columbia nel 2003. Foto: NASA / Wikimedia Commons.

La dottrina che ha creato

All'epoca, il raid suscitò un'ampia condanna internazionale. Nei decenni successivi, è diventato l'esempio per eccellenza dell'attacco preventivo, la cosiddetta Dottrina Begin, secondo la quale uno Stato agisce da solo per impedire a un nemico di acquisire armi nucleari. Israele ha invocato la stessa logica nei confronti della Siria nel 2007, e il dibattito si ripresenta ogni volta che il programma nucleare iraniano fa notizia.

Otto aerei volarono da Baghdad e ritorno in un solo pomeriggio, riscrivendo le regole con cui il mondo cerca di impedire la costruzione di una bomba. E il pilota più giovane che tornò a casa quel giorno, vent'anni dopo, avrebbe portato con sé il ricordo di quell'impresa fino allo spazio.

Fonti: Wikipedia; The Times of Israel; The Aviationist.

Domande correlate

Cos'era l'Operazione Opera?

L'Operazione Opera fu un attacco aereo israeliano del 7 giugno 1981 che distrusse il reattore nucleare iracheno di Osirak, vicino a Baghdad. Otto caccia israeliani F-16, scortati da sei F-15, bombardarono il reattore prima che potesse entrare in funzione.

Quando Israele ha bombardato il reattore di Osirak?

Il raid ebbe luogo il 7 giugno 1981, nel tardo pomeriggio, durante un periodo di accresciuta preoccupazione per il programma nucleare iracheno.

Quanti aerei presero parte al raid di Osirak?

Otto caccia F-16A effettuarono il bombardamento, ciascuno armato con due bombe Mk-84 da 2.000 libbre, supportati da sei caccia F-15A di scorta.

Chi erano i piloti dell'Operazione Opera?

Gli otto piloti dell'F-16 erano Ze'ev Raz (il caposquadra), Amos Yadlin, Dobbi Yaffe, Hagai Katz, Amir Nachumi, Iftach Spector, Relik Shafir e Ilan Ramon. Ramon, il più giovane, divenne in seguito il primo astronauta israeliano.

Tutti gli aerei sono rientrati sani e salvi?

Sì. Nonostante abbiano volato vicino al limite del loro raggio d'azione e in profondità nel territorio ostile, tutti e otto gli F-16 e i loro F-15 di scorta sono rientrati sani e salvi in Israele.

Che cos'è la dottrina Begin?

La dottrina Begin, che prende il nome dal primo ministro israeliano Menachem Begin, afferma che Israele agirà in modo preventivo, anche con la forza militare, per impedire agli stati ostili di acquisire armi nucleari. Il raid di Osirak ne è l'esempio fondante.

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