Osservate quasi tutti i piccoli aerei di linea a reazione degli anni '60 e '70, il Douglas DC-9, il Boeing 727, il BAC One-Eleven, il Fokker F28, e vedrete la stessa brillante idea: i motori montati sulla coda, lasciando l'ala libera e la cabina silenziosa. Quest'idea non è venuta da Seattle o Long Beach. È venuta da Tolosa e da un elegante aereo francese chiamato Caravelle.
Il Sud Aviation Caravelle fu il primo aereo di linea a reazione di successo al mondo per voli a corto e medio raggio, e introdusse una configurazione così razionale che metà dell'industria la copiò. La Francia, che aveva trascorso i primi anni dell'era dei jet osservando Gran Bretagna e Stati Uniti fare da apripista, si ritrovò improvvisamente a dettare il modello.
Informazioni rapide
| Aeromobili | Sud Aviation SE 210 Caravelle |
| Primo volo | 27 maggio 1955, da Tolosa |
| Entrato in servizio | 1959, con Air France e SAS |
| Rivendicazioni di fama | Primo aereo di linea a reazione per rotte a corto/medio raggio; il primo con motori montati posteriormente. |
| Motori | Due turboreattori Rolls-Royce Avon, montati sulla coda |
| Un naso preso in prestito | La cabina di pilotaggio e il muso furono presi dal de Havilland Comet. |
| Costruito | 282 (dal 1958 al 1972) |
| Eredità | La configurazione con motore posteriore è stata adottata dai modelli DC-9, 727, F28 e One-Eleven. |
Un'idea pulita
Quando la Sud Aviation decise di costruire un jet per rotte a corto raggio, fece una scelta audace. Invece di montare i motori sotto l'ala, come facevano il Comet e il 707, installò due turboreattori Rolls-Royce Avon sulla fusoliera posteriore, ai lati della coda. Il risultato fu elegante: un'ala aerodinamicamente pulita che poteva essere ottimizzata esclusivamente per la portanza, una cabina più silenziosa ben posizionata davanti ai motori e una silhouette ordinata ed equilibrata.

Anche il resto del progetto era caratterizzato da un pragmatismo tipicamente francese. Invece di progettare da zero un nuovo muso e una nuova cabina di pilotaggio, la Sud Aviation si limitò a utilizzare quelli del de Havilland Comet britannico, il pioniere dell'aviazione a reazione la cui tragica storia si stava svolgendo proprio in quel periodo. Il Caravelle portava il muso del Comet su una fusoliera tutta sua.
Una stella dell'era dei jet
Il primo volo ebbe luogo il 27 maggio 1955 e l'aereo entrò in servizio nel 1959 con Air France e SAS. Il Caravelle fu un successo immediato. I passeggeri ne apprezzavano la fluidità di volo e i caratteristici finestrini triangolari; le compagnie aeree ne apprezzavano la possibilità di utilizzare i jet anche su rotte troppo brevi per i grandi quadrimotori. Fu venduto in tutta Europa, in Africa, in Sud America e persino negli Stati Uniti, dove venne impiegato dalla United Airlines.

Il modello che la Francia si è lasciata alle spalle
Complessivamente, furono costruiti 282 esemplari di Caravelle prima che la produzione terminasse nel 1972. Un numero modesto se paragonato alle migliaia di Boeing 727 e DC-9 che seguirono. Ma la vera importanza del Caravelle non si misura nel numero di velivoli costruiti. Si misura in ogni aereo a reazione con motore posteriore che venne dopo, ognuno dei quali riconosce tacitamente che i francesi erano arrivati prima.
Oggi il Caravelle è un pezzo da museo, i suoi finestrini triangolari e i motori montati sulla coda appaiono un po' datati agli occhi moderni. Eppure merita di essere ricordato come uno degli aerei di linea più influenti mai costruiti: elegante, ingegnoso e silenziosamente rivoluzionario. Non male per un jet che ha preso in prestito il suo muso.
Fonti: Wikipedia; National Air and Space Museum; Curbside Classic; SlashGear; Suren Ratwatte (Medium).




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