Nel 1964, la Francia entrò a far parte del club nucleare alle proprie condizioni. Rifiutandosi di dipendere dalle armi americane o britanniche, costruì un elegante delta supersonico per trasportare la propria bomba: un purosangue biposto e bimotore in grado di sfrecciare verso Mosca al doppio della velocità del suono. Si trattava della Dassault. Mirage IV, il pugno aviotrasportato della Force de Frappe francese.
Informazioni rapide
- Tipo: Dassault Mirage IV: bombardiere nucleare strategico supersonico
- Primo volo del prototipo: 17 giugno 1959
- Inserimento del servizio: Ottobre 1964
- Motori: due turboreattori con postbruciatore SNECMA Atar; ala a delta
- Velocità massima: Mach 2.2 (limite massimo dovuto al riscaldamento della cellula)
- Pensionato: Ruolo nucleare 1996; completamente ritirato (ricognizione) 2005
Ala di caccia, lavoro da bombardiere
Dassault non è partita da zero. Ha preso la forma a delta senza coda che aveva perfezionato sul piccolo Mirage III Il prototipo prese spunto da un aereo da caccia e lo ingrandì fino a farlo diventare una macchina abbastanza grande da trasportare una bomba atomica a Mach 2. Il prototipo effettuò il suo primo volo il 17 giugno 1959, pilotato da Roland Glavany, e pochi giorni dopo compì un sorvolo supersonico sul Salone Internazionale dell'Aeronautica e dello Spazio di Parigi.
Due turboreattori SNECMA Atar in postcombustione gli conferivano una reale capacità supersonica, con un limite massimo di Mach 2.2 determinato unicamente dal calore che la cellula poteva sopportare. L'equipaggio era composto da due persone: un pilota nella parte anteriore e un navigatore alle sue spalle, incaricato di gestire i sistemi di bombardamento e navigazione.

L'intero deterrente francese, su un'ala
Per sette anni il Mirage IV non fu semplicemente una parte della forza nucleare francese, ma ne rappresentò l'intera forza. Dal 1964 al 1971 fu l'unico mezzo a disposizione del paese per il trasporto di un'arma nucleare, con ogni aereo in grado di trasportare una singola bomba a caduta libera di circa 60 chilotoni. Per raggiungere obiettivi nel cuore dell'Unione Sovietica, dipendeva dagli aerei cisterna KC-135F e compiva voli ad alta e bassa quota estremamente impegnativi, missioni che, nel peggiore dei casi, sarebbero state senza ritorno.
Ne furono costruite circa 60, dislocate in basi fortificate e tenute in stato di allerta: una piccola flotta d'élite su cui si fondava la capacità di deterrenza di un'intera nazione.

Dalla bomba al missile alla macchina fotografica
Il Mirage IV ha continuato ad evolversi. Negli anni '80, i Mirage IVP ricostruiti sostituirono la bomba a caduta libera con l'ASMP, un missile nucleare supersonico a lungo raggio entrato in servizio nel 1986, che consentiva loro di colpire da una distanza più sicura. Quando la Francia ritirò definitivamente questo tipo di aereo dal servizio nucleare nel 1996, gli esemplari superstiti si rifiutarono di arrendersi: equipaggiati con il pod per telecamera CT52, i Mirage IVP continuarono a svolgere missioni di ricognizione ad alta velocità sui Balcani, il Ciad e l'Iraq fino agli anni 2000, prima che gli ultimi venissero ritirati nel 2005.
Per quattro decenni il Mirage IV ha incarnato l'indipendenza strategica francese: la prova che una nazione di medie dimensioni poteva progettare, armare e pilotare il proprio bombardiere supersonico senza chiedere il permesso a nessuno. Elegante, veloce e inconfondibilmente francese, rimane uno degli aerei più memorabili che la Guerra Fredda abbia mai prodotto.
Fonti: Dassault Aviation; Key.Aero; GlobalSecurity; Royal Aeronautical Society; Wikipedia.
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