Sembra che qualcuno abbia legato delle ali e due cabine di pilotaggio aperte a un barile di birra e l'abbia spinto giù da una collina. Corto, tozzo e cavo, lo Stipa-Caproni viene regolarmente votato come uno degli aerei più brutti mai costruiti. Eppure, questa bizzarra creazione italiana del 1932 ha silenziosamente abbozzato un'idea che alimenta quasi tutti gli aerei di linea su cui avete mai volato.
Dietro la canna c'era un uomo davvero brillante e un'idea davvero brillante, seppur intrisa di lustro.
INFORMAZIONI RAPIDE
| Aeromobili | Stipa-Caproni — il “barile volante” |
| Progettato da | Luigi Stipa; costruito da Caproni, Italia |
| L'idea | Un'elica intubata: l'intera fusoliera era una ventola intubata. |
| Motore | Motore de Havilland Gipsy III da 120 CV, montato all'interno del cilindro. |
| Primo volo | 7 ottobre 1932, pilota Domenico Antonini |
| Velocità massima | Solo 81 miglia orarie, ma una velocità di atterraggio di sole 42 miglia orarie. |
Un motore dentro un barile
Il progettista era Luigi Stipa, e il suo concetto aveva un nome: "elica intubata". Invece di lasciare un'elica esposta al vento, Stipa plasmò l'intera fusoliera in un tubo rastremato – un venturi – e vi inserì l'elica e un motore de Havilland Gipsy III da 120 cavalli. dentro Il condotto comprimeva e accelerava il flusso d'aria prima che uscisse dalla parte posteriore dell'aereo, sfruttando il principio di Bernoulli per ottenere maggiore spinta dallo stesso motore. In altre parole, l'intero aereo era un'unica grande ventola intubata.
La realizzazione era piacevolmente semplice: principalmente in legno, un'ala montata a metà fusoliera e due membri dell'equipaggio seduti in tandem su una piccola gobba sulla parte superiore della canna.

Ha funzionato davvero?
Il 7 ottobre 1932, il pilota collaudatore Domenico Antonini portò in volo il velivolo a forma di cilindro, e le leggi della fisica si dimostrarono corrette. L'elica intubata migliorava effettivamente l'efficienza del motore, proprio come aveva calcolato Stipa. L'interno del condotto, dalla forma aerodinamica, generava una portanza aggiuntiva, consentendo all'aereo di raggiungere una velocità di atterraggio sorprendentemente bassa di soli 67 km/h e un'ottima velocità di salita. Era persino notevolmente più silenzioso dei velivoli contemporanei.
C'era però un problema di peso, letteralmente. Quella fusoliera a forma di barile creava una resistenza aerodinamica tale da annullare l'efficienza che aveva guadagnato, e lo Stipa-Caproni raggiungeva al massimo una tranquilla velocità di 81 miglia orarie. L'aeronautica militare italiana lo guardò e declinò cortesemente l'offerta.
Il barile che predisse il jet
Ecco il colpo di scena che trasforma una battuta in una nota a piè di pagina nella storia dell'aviazione. L'elica intubata di Stipa è, in sostanza, un antenato della ventola intubata e, per estensione, del motore turbofan che si trova sotto l'ala di quasi tutti i jet moderni. L'ugello Kort sviluppato nel 1934 si basava sugli stessi principi, e non pochi storici tracciano una linea concettuale diretta da questo cilindro di legno ai motori ad alto rapporto di diluizione di oggi.
Esistono filmati d'epoca del velivolo originale, e vale la pena guardarli: c'è qualcosa di ipnotico in quel tubo tozzo che si innalza verso il cielo.
Un barile volante, rinato
L'idea si rifiutò di morire. In Australia, l'azienda Aerotec Queensland costruì una replica in scala 3/5 e nell'ottobre del 2001 il pilota Bryce Wolff la fece volare per due brevi tratti di circa 600 metri, raggiungendo un'altitudine di circa sei metri, comportandosi, secondo i testimoni, in modo molto simile all'originale settant'anni prima.
Lo Stipa-Caproni non ha mai vinto un contratto, non ha mai battuto un record e non è mai uscito da nessuna classifica degli "aerei più brutti" mai stilata. Ma aveva ragione su qualcosa di importante molto prima di chiunque altro. A volte la macchina dall'aspetto più ridicolo nella stanza è quella che, silenziosamente, intravede il futuro.
Fonti: Wikipedia; Vintage Aviation News; HistoryNet; Flight Journal.
Domande correlate
Che cos'era lo Stipa-Caproni?
Lo Stipa-Caproni era un aereo sperimentale italiano del 1932, soprannominato "barile volante". Progettato da Luigi Stipa e costruito da Caproni, la sua intera fusoliera aveva la forma di un tubo che racchiudeva l'elica e il motore: di fatto, il primo ventilatore intubato volante al mondo.
Come funzionava il test Stipa-Caproni?
La sua fusoliera era un tubo Venturi rastremato con un motore de Havilland Gipsy III da 120 CV e un'elica montati al suo interno. Il condotto accelerava il flusso d'aria prima che uscisse dalla parte posteriore, sfruttando il principio di Bernoulli per ottenere maggiore spinta dallo stesso motore, trasformando l'intero aereo in un'enorme ventola intubata.
Il Stipa-Caproni ha davvero volato?
Sì. Il pilota collaudatore Domenico Antonini lo pilotò per la prima volta il 7 ottobre 1932 e le leggi della fisica confermarono la sua efficacia: il design con condotti migliorava l'efficienza del motore, generava una portanza extra per una bassa velocità di atterraggio ed era notevolmente più silenzioso dei suoi contemporanei.
Quanto era veloce la Stipa-Caproni?
La sua velocità massima era di appena 81 miglia orarie. La fusoliera a forma di botte creava una resistenza aerodinamica tale da annullare l'efficienza ottenuta grazie al condotto. La sua unica caratteristica degna di nota era una velocità di atterraggio straordinariamente bassa, di circa 42 miglia orarie.
Perché il Stipa-Caproni non è mai stato prodotto in serie?
Nonostante confermasse la teoria di Stipa, la fusoliera tozza e cilindrica creava troppa resistenza aerodinamica, limitando la velocità a soli 81 mph (130 km/h). L'aeronautica militare italiana, dopo averla esaminata, declinò cortesemente l'offerta e l'esperimento rimase un caso isolato.
Che cos'è un ventilatore canalizzato?
Una ventola intubata è un'elica o una ventola racchiusa in un involucro o tubo, che migliora l'efficienza e la spinta rispetto a un'elica libera. Lo Stipa-Caproni del 1932 fu uno dei primi esempi volanti, e lo stesso principio è alla base dei motori turbofan degli aerei a reazione moderni.
Chi ha ideato il modello Stipa-Caproni?
Fu progettato dall'ingegnere italiano Luigi Stipa, che ideò l'elica intubata, e costruito dalla ditta Caproni. Il suo primo volo ebbe luogo nel 1932 con il collaudatore Domenico Antonini ai comandi.
La sindrome di Stipa-Caproni ha influenzato lo sviluppo del motore a reazione?
Concettualmente, sì. La sua elica intubata è essenzialmente un antenato della ventola intubata e, per estensione, del motore turbofan presente in quasi tutti i moderni aerei a reazione. Gli storici tracciano una linea concettuale da questo cilindro di legno alla moderna propulsione a reazione.
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