La maggior parte degli assi dell'aviazione combatte un solo nemico. Witold Urbanowicz affrontò due delle forze aeree più temute della storia: la Luftwaffe sull'Inghilterra e l'aviazione imperiale giapponese sulla Cina, e le sconfisse entrambe. Il pilota polacco compì questa impresa mentre era in esilio da una patria che non avrebbe rivisto libera per mezzo secolo.
La sua è una delle grandi storie mai raccontate della Seconda Guerra Mondiale: un uomo che continuò a trovare nuovi cieli in cui combattere e nuovi nemici da affrontare, anche molto tempo dopo che il suo paese era stato invaso.
Informazioni rapide
- Chi: Witold Urbanowicz (1908-1996), asso della lotta polacca
- Battaglia d'Inghilterra: comandava il 303° squadrone (polacco) della RAF, una delle unità con il punteggio più alto
- Aeromobili: Hawker Hurricane; in seguito Curtiss P-40 in Cina
- Vittorie: circa 17 confermati (circa 15 nella Battaglia d'Inghilterra) — tra i migliori assi polacchi
- Cina, 1943: volò con la 14ª Air Force di Claire Chennault contro i giapponesi
- Dopoguerra: Impossibile tornare nella Polonia comunista; si stabilì negli Stati Uniti.
- Onorato: promosso generale da una Polonia libera nel 1995
I polacchi che hanno salvato la situazione
Quando la Polonia cadde nel 1939, Urbanowicz fu tra i piloti che si rifiutarono di smettere di combattere. Guidò i cadetti attraverso la Romania e la Francia, fino a raggiungere la Gran Bretagna. Lì si unì al 303° squadrone, composto da piloti polacchi, che sarebbe diventato l'unità della RAF con il maggior numero di vittorie nell'intera Battaglia d'Inghilterra.
I piloti polacchi possedevano una ferocia e un'abilità che la RAF inizialmente sottovalutò. Urbanowicz assunse il comando nel settembre del 1940, dopo che il suo predecessore rimase gravemente ustionato, e guidò l'unità in prima linea, rivendicando per ben due volte l'abbattimento di quattro aerei tedeschi in un solo giorno. Concluse la battaglia con circa quindici vittorie accreditate.

Dalla Luftwaffe ai giapponesi
A questo punto la storia prende una svolta straordinaria. Mentre la guerra in Europa si protraeva, Urbanowicz fece qualcosa che quasi nessun altro asso europeo fece: nel 1943 si recò in Cina e pilotò i P-40 Warhawk con la 14ª Air Force di Claire Chennault, l'unità nata dalle famose "Tigri Volanti". Nel dicembre del 1943 si scontrò con i caccia giapponesi e aggiunse al suo bottino le vittorie contro un aereo del Secondo Impero, diventando uno dei pochissimi piloti polacchi ad aver mai abbattuto un velivolo giapponese.

Un eroe senza patria
La vittoria non portò a Urbanowicz un ritorno a casa. La Polonia era caduta sotto il regime comunista e gli uomini che avevano combattuto con l'Occidente erano guardati con sospetto; fu arrestato e perseguitato, e alla fine fuggì negli Stati Uniti, dove lavorò nell'industria aeronautica americana. Solo dopo il crollo del comunismo la sua nazione finalmente gli rese omaggio, promuovendolo a generale nel 1995, un anno prima della sua morte.
Aveva combattuto per la Gran Bretagna, per l'America e per una Cina libera, nelle cabine di pilotaggio di due continenti. Tutto ciò che aveva sempre desiderato era l'unica cosa che le medaglie non potevano restituirgli: la sua patria.
Fonti: Wikipedia; New Oxford Review; resoconti del 303° Squadrone e dell'American Volunteer Group / 14ª Air Force. Il numero delle vittorie è attribuito e, per quanto riguarda la Cina, è oggetto di dibattito tra le fonti.




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