Il Gloster Javelin fu una novità e un monito, racchiusi in un'unica grande ala a delta. Fu il primo intercettore ognitempo progettato specificamente per la Royal Air Force e il primo caccia ad ala a delta della Gran Bretagna: una macchina davvero moderna per i primi anni '50. Fu però anche afflitto da una caratteristica letale per i piloti, che gli ingegneri a malapena compresero al momento del suo primo volo.
Ampia, piatta e dai fianchi squadrati, si guadagnò il soprannome di "Flat Iron" (ferro piatto). Per dodici anni vegliò sulla Gran Bretagna e sui suoi confini della Guerra Fredda, in condizioni meteorologiche che mettevano a terra qualsiasi altra cosa. Ma non riuscì mai a liberarsi completamente dall'ombra della trappola costruita nella sua stessa coda.
Informazioni rapide
- Produttore: Gloster Aircraft Company: l'ultimo aereo a portare il nome Gloster.
- Primo volo: 26 novembre 1951
- Ruolo: intercettore notturno/per tutte le stagioni a due posti
- Motori: due turboreattori Armstrong Siddeley Sapphire
- Disposizione: Ampia ala a delta con coda a T alta.
- Prestazione: circa 710 mph (Mach 0,93) — subsonico
- Costruito: 436; Servizio nella RAF 1956-1968
- Armamento (marchi successivi): quattro missili Firestreak più due cannoni ADEN da 30 mm
Un delta con un'abitudine mortale
Sulla carta, il Javelin era un progetto intelligente: una grande ala a delta per portanza e carburante, due motori Sapphire per l'affidabilità e una coda a T alta. Quest'ultima scelta nascondeva un'arma letale. Se spinto troppo lentamente e con un'inclinazione eccessiva, la scia turbolenta dell'ala a delta si sollevava e avvolgeva il piano di coda, sottraendo al pilota il controllo del beccheggio. L'aereo si stabilizzava in uno stallo profondo e piatto, precipitando – come disse un pilota collaudatore – come un mattone.
Costò delle vite. Il pilota collaudatore Peter Lawrence perse la vita nel giugno del 1953 quando un prototipo entrò esattamente in questa situazione di stallo, e seguirono altri incidenti con avvitamento prima che il comportamento venisse compreso e venissero imposti dei limiti di volo. Lo stallo profondo che il Javelin contribuì a rivelare divenne una lezione permanente nella progettazione aeronautica, una lezione che in seguito avrebbe colpito anche gli aerei di linea e altri jet con coda a T.

guardiano della Guerra Fredda
Una volta domato, il Javelin svolse bene il suo compito. Fu il primo caccia della RAF progettato fin dall'inizio per combattere tra le nuvole e nell'oscurità, guidato dal radar verso il bersaglio: un vero e proprio elemento di svolta in un'epoca in cui i bombardieri sovietici rappresentavano l'incubo che teneva svegli i pianificatori della difesa aerea. Le versioni successive sostituirono parte dell'armamento a cannoni con quattro missili a ricerca di calore Firestreak, conferendogli una reale capacità di combattimento in qualsiasi condizione meteorologica.

Il suo incontro più ravvicinato con il combattimento avvenne lontano da casa, con pattuglie di difesa aerea durante il confronto tra Indonesia e Malesia a metà degli anni '60, sebbene non abbia mai ottenuto una vittoria confermata. Nel 1968 il supersonico Illuminazione elettrica inglese aveva preso il controllo e il Javelin, l'ultimo aereo ad aver mai portato con orgoglio il nome Gloster, era stato ritirato dal servizio.
È facile ricordare il Javelin per la sua capacità di precipitare dal cielo. Il ricordo più giusto, però, è quello dell'aereo che insegnò alla Gran Bretagna a combattere nell'oscurità e che, da allora, ha insegnato a ogni progettista a rispettare la coda a T.
Fonti: Wikipedia; Hush-Kit; Bill Waterton, "The Quick and the Dead"; Tony Buttler, "Flying Flat Iron"."
Post correlati




0 Commenti