Immaginate un aereo che non si trova su una pista, ma sta in piedi verticalmente sulla coda, con il muso puntato verso il cielo come un razzo. Attorno alla sua vita ruota un'ala a tre pale, azionata non da un motore nella fusoliera, ma da statoreattori che ruggiscono alle estremità delle pale. Per decollare, è sufficiente che si alzi verticalmente. Per atterrare, il pilota deve lanciarsi all'indietro e atterrare, alla cieca, su quattro piccole ruote sotto la coda.
Questo era il Focke-Wulf Triebflügel, uno dei velivoli più bizzarri mai progettati seriamente. Ideato in Germania nel 1944, era destinato a difendere il Reich da un territorio che si stava riducendo. Non volò mai. Guardandolo, si capisce il perché.
INFORMAZIONI RAPIDE
| Aeromobili | Focke-Wulf Triebflügel (Germania, 1944) |
| Tipo | Intercettore di difesa puntuale VTOL — sistema di aggancio |
| Propulsione | Rotore a tre pale azionato da statoreattori alle estremità delle pale |
| Armamento | Due cannoni da 30 mm e due da 20 mm nel muso |
| Costruito | Nessuno: solo modelli da galleria del vento. |
| Stato | Non ho mai volato; la guerra finì prima |
Un'ala che fungeva anche da elica
L'idea alla base del Triebflügel era la sua ala rotante: tre lunghe pale montate su un anello attorno alla fusoliera centrale, libere di ruotare attorno al corpo dell'aereo. All'estremità di ciascuna pala era alloggiato uno statoreattore. Piccoli razzi facevano girare il gruppo fino all'accensione degli statoreattori; da quel momento in poi, le pale rotanti agivano come un'enorme elica, spingendo l'aereo verticalmente dalla coda. In volo orizzontale, la stessa ala rotante generava la portanza necessaria a mantenerlo in aria.
Sulla carta era un'idea elegante, ma nella pratica si rivelava terrificante. I motori a statoreattore consumano un'enorme quantità di carburante e sono assordanti, e il rotore, ruotando dalle sue estremità, è soggetto a sollecitazioni brutali. Ma il problema più grande si celava alla fine di ogni missione.
L'atterraggio che nessuno voleva fare
Decollare verticalmente è una cosa. Atterrare con la coda in posizione eretta è tutt'altra storia. Il pilota del Triebflügel doveva portare l'aereo in volo stazionario, poi abbassarlo con la coda in avanti su un carrello a croce, scendendo essenzialmente all'indietro, senza riuscire a vedere bene il terreno, in equilibrio con un rotore in rotazione a bassa velocità. Anche con i computer moderni, gli atterraggi verticali con la coda in posizione eretta sono difficili. Nel 1944, eseguirli manualmente, con un pilota inesperto e un rotore a statoreattore che girava vorticosamente sopra la testa, era quasi un suicidio.
Un'arma miracolosa rimasta solo sulla carta
Il Triebflügel apparteneva all'ultima, disperata ondata di progetti tedeschi di "armi miracolose": velivoli concepiti per decollare da minuscoli siti nascosti, privi di piste, mentre i bombardieri alleati martellavano il Reich. Il progetto arrivò fino alla fase di prototipo in galleria del vento, testato, a quanto pare, a circa Mach 0,9. Poi la guerra finì e il più strano intercettore dell'epoca entrò direttamente nei libri di storia senza mai aver messo in moto un rotore in combattimento.
È facile riderne. Ma il Triebflügel poneva anche un interrogativo con cui l'aviazione si confronta ancora oggi: come si costruisce un aereo da combattimento veloce che non necessita di pista? Ottant'anni dopo, con i droni a decollo e atterraggio verticale di nuovo in fase di progettazione, la folle idea tedesca non sembra poi così folle.
Fonti: Deutsches Museum; Storie del design Luft'46; Archivi tecnici tedeschi del tempo di guerra.
Domande correlate
Cos'era il Focke-Wulf Triebflügel?
Il Triebflügel era un intercettore tedesco a decollo verticale progettato nel 1944. Si reggeva in posizione verticale sulla coda e utilizzava un rotore a tre pale montato attorno alla fusoliera, azionato da statoreattori alle estremità delle pale, per decollare e volare. Era destinato alla difesa di obiettivi privi di pista di atterraggio, ma non fu mai costruito né collaudato in volo.
Come avrebbe dovuto funzionare il Triebflügel?
Un motore a reazione azionato da un razzo, posto all'estremità di ciascuna pala del rotore, avrebbe fatto ruotare l'ala a tre pale come una gigantesca elica, sollevando l'aereo verticalmente dalla coda. In volo orizzontale, la stessa ala rotante generava portanza. Il pilota avrebbe quindi dovuto scendere all'indietro e atterrare verticalmente sulla coda, un atterraggio estremamente difficile.
Il Triebflügel ha mai volato?
No. Furono costruiti e testati solo modelli per galleria del vento, a quanto pare fino a circa Mach 0,9. Il crollo della Germania nel 1945 pose fine al progetto prima che potesse essere costruito un prototipo a grandezza naturale, quindi nessun Triebflügel decollò mai.
Perché la Germania ha progettato un aereo così strano?
Nel 1944 la Germania si trovò ad affrontare incessanti bombardamenti alleati e la progressiva diminuzione di aeroporti e carburante. Gli intercettori a decollo e atterraggio verticale come il Triebflügel promettevano di decollare direttamente da piccole basi nascoste prive di piste di atterraggio: una risposta disperata a una situazione disperata, al pari di altri concetti di "arma miracolosa" dell'epoca.
I motori a reazione montati sulla punta delle pale sono mai stati effettivamente utilizzati?
Sì, anche se non sul Triebflügel. I rotori azionati da idrogetti e da statoreattori furono sperimentati su diversi elicotteri del dopoguerra. Funzionano, ma consumano molto carburante, sono estremamente rumorosi e complessi, il che spiega in parte perché il concetto non si sia mai diffuso.




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